Assunzione di Maria

 

Autore /Ambito Giovanni di Francia
Datazione inizi del V decennio del XV secolo
Materia/Tecnica tempera su tavola
Misure 105×47,5 cm
Provenienza cattedrale di santa Maria Maggiore
Descrizione La tavola, dipinta a tempera, sembra essere parte di un polittico andato perduto. Nelle due scene che vi sono raffigurate, la prima – che si trova nella parte superiore – ritrae in primo piano Gesù e la Madre affrontati, mentre sullo sfondo spicca la figura di Dio Padre; al centro la colomba, simbolo dello Spirito Santo; verso i bordi della tavola angeli cantori e musicanti. Nella parte inferiore è ritratta la scena, che si rifà alla tradizione bizantina della “Dormizione della Vergine”: Cristo, racchiuso in un ovale, tiene fra le braccia la Madre; intorno angeli musicanti. Quasi tutti gli studiosi sono concordi nell’attribuire questo dipinto a Giovanni di Francia noto anche come Zanino di Pietro. La Puglia per cause geografiche e storiche è stata sempre particolarmente aperta al Levante. Ruolo primario nello stabilirsi dei rapporti fra la Puglia e l’Oriente, ebbero i commerci: i traffici comprendevano di certo, oltre l’afflusso di merci, anche quello di artisti e di opere d’arte. Gli scambi commerciali con il capoluogo veneto favorivano un’apertura alla cultura veneta più in generale. Sono infatti le opere d’arte prodotte da tale scuola quelle in maggior numero presenti sul territorio. Agli inizi del ‘400 si fa ancora più viva nella cultura locale la tendenza a reinterpretare, in un linguaggio proprio, le suggestioni che provengono dalle “novità” soprattutto veneziane. Questo percorso è facilitato dall’importazione di numerose opere che ancor oggi sono rintracciabili sul territorio pugliese, provenienti oltre che da Venezia e Bologna anche dalle Marche e dagli Abruzzi, cosa che consente l’elaborazione di un linguaggio interregionale tipico della pittura tardogotica pugliese. All’interno di questo discorso (se bisogna tener conto di un documento del 1414 riportato nel codice diplomatico barlettano in cui è nominata una certa Rossa de Bastardis moglie di Giovanni di Francia) va collocata la probabile attività in Puglia di Zanino di Pietro. Recentemente in lui si è voluto riconoscere lo stesso Giovanni di Francia detto anche Giovanni di Pietro Charlier di cui Zanino sarebbe un diminutivo all’italiana e perciò è stata unificata la produzione attribuita ai diversi nomi. Opera dell’artista predetto è la piccola tavola conservata nella Cattedrale di Barletta, dipinta con l’Assunzione della Vergine nello scomparto inferiore di essa e con la Trinità e la Vergine in quello superiore. L’artista, nato in Francia ed attivo prima in Bologna poi in Venezia e in Italia Meridionale tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo, si caratterizza per l’espressività che emerge pur nella rigidità delle linee, senza che queste siano enfatizzate in un andamento ritmico, ed anche per una vivacità del raccontare che nella nostra tavola si rivela in particolare nelle figurine poste ai lati delle immagini principali. Il sentimento che pervade l’intera raffigurazione si deve probabilmente alla formazione veneziana dell’artista. La tavola è stata anche riferita dalla Lorusso Romito al “Maestro di Santa Barbara”, detto anche “Maestro dei Pastori”, attivo in quel periodo fra Puglia e Lucania, al quale viene anche assegnato il “Cristo alla colonna” conservato nella Chiesa di S. Agostino a Barletta; i suoi modi pittorici si pongono a metà strada tra quelli di Zanino e quelli di Iacobello del Fiore attivo in Venezia tra il 1370 e il 1439, legato fortemente agli accenti del gotico internazionale, mediati in particolare dall’opera di Gentile da Fabriano (1370 circa-1427). Secondo G. Cioffari la tavola presenta influenze sia del Beato Angelico che della pittura bizantina. Il tema è quello della glorificazione della Madonna, infatti Ella è inserita all’interno della Trinità, raffigurata seduta simmetricamente al Figlio, mentre tra di loro si pongono il Padre e lo Spirito Santo sotto forma di colomba. Per esprimere l’ortodossia del dogma il Cristo è raffigurato reggente lo scettro, la Madre Lo fronteggia con le mani giunte in atteggiamento di preghiera. La scena sottostante, in cui Cristo regge fra le mani una fanciulla orante, ricorda che Maria non è andata incontro alla morte, ma si è addormentata e dal Figlio è stata assunta in cielo. La Chiesa Ortodossa non ha il dogma dell’Assunzione, ma, all’interno della grande venerazione per la Theotokos sostiene la tradizione secondo cui la Vergine non é morta ma si é solo addormentata; celebra pertanto la festa della Dormizione di Maria, alla quale, oltre numerosissime icone, sono dedicate anche molte chiese, la più famosa delle quali é certamente, in Russia, la cattedrale eretta all’interno delle mura del Cremlino. Altra particolarità della raffigurazione è la presenza di dodici figure di giovinetti e giovinette (angeli?) che suonano vari strumenti: un vero e proprio coro che ci riporta uno spaccato della musica dell’epoca.                                                                        Luigi Nunzio Dibenedetto
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